Gap salari uomo-donna

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Studio Bankitalia,gap salari uomo-donna

In italia buste paga per lavoratrici piu’ leggere

(ANSA) – ROMA, 2 FEB – In Italia i salari per le donne sono nettamente piu’ bassi che per gli uomini, a certificarlo e’ uno studio presentato dall’economista della Banca d’Italia Roberta Zizza, in occasione degli Stati generali sul Lavoro delle donne, organizzati al Cnel. ”Il differenziale grezzo e’ circa del 6% (dal minimo del 4,9% del 2000 al massimo del 7,7% del 2002).
02 Feb 10:00″

Lo studio di Bankitalia non fa che confermare ciò che gl’italiani (e soprattutto le italiane) già sapevano.
La cosa che non capisco è se questa rilevazione sia stata fatta sullo stipendio concordato o sul reddito complessivamente dichiarato.
Su questa seconda voce infatti pesano anche voci della retribuzione come gli straordinari e quindi il gap sarebbe spiegabile non in una discriminazione di genere ma in una carenza del sistema sociale che fa pesare la gestione familiare prevalentemente sulle donne, che quindi dovendo barcamenarsi tra casa e lavoro scelgono il part time o di non fare straordinari (rinunciando a retribuzioni più alte e/o a possibilità di carriera che spesso sono legate alla “disponibilità” a lavorare per più tempo).
Sarebbe interessante approfondire il discorso per verificare se la discriminazione di genere parta dal datore di lavoro che retribuisce meno le donne o sia proprio dovuta all’assenza dello Stato e del supporto del coniuge nella gestione familiare.
Insomma la differenza può non dipendere solo da discriminazione sessuale, ma potrebbe essere proprio il segnale di come le famiglie siano abbandonate a sé stesse.
Il problema inizia dagli asili molto costosi e con orari che poco si conciliano con chi sta al lavoro come minimo 9 ore al giorno (8 di lavoro + la pausa obbligatoria), sono rarissimi i casi di asili che accolgono i bambini dalle 7 del mattino fino alle 19 di sera e il problema peggiora quando i figli vanno a scuola (visto che oltre al fatto che poche fanno il tempo pieno tutte chiudono per 3-4 mesi l’anno tra natale ed Estate).
Tutto questo mal si concilia anche con la flessibilità degli orari introdotta dal nuovo governo (lavoratori e lavoratrici sono spesso mamme e papà!!).
Sarà la cuccagna delle baby sitter?
O ci saranno altre donne che dovranno rinunciare al lavoro?
Oppure il governo imporrà ai datori di lavoro di fare una turnazione nel rispetto della qualità della vita? Es. applicando la flessibilità oraria tipo 6×6, 9×4 o simili.. in modo da permettere di conciliare lavoro e famiglia?
Ma basterà una legge di Stato per cambiare la mentalità?
Perché ancora oggi sono per lo più le donne a sacrificarsi (gli uomini sono così rari che sono statisticamente irrilevanti e non cambiano il gap)?
Ce l’hanno scritto nel DNA o piuttosto è un condizionamento culturale che ancora oggi vede la donna italiana SOLO come angelo del focolare??? kolobok_confused.gif
Ai posteri l’ardua sentenza..

Caos

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