Contro l’accanimento alla vita

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Voglio segnalare un’iniziativa della Chiesa Evangelica Valdese, che sta promuovendo iniziative sul testamento biologico in tutta Italia:
http://www.chiesavaldese.org/pages/arch … hp?id=1067

Qualche anno fa, per il caso Eluana Englaro, abbiamo assistito a una vera e propria operazione mediatica fatta dai partiti e dalla Chiesa Cattolica contro il testamento biologico.
In quell’occasione devo dire che da cristiana, mi sono vergognata della mancanza di sensibilità delle persone che portavano acqua fuori dalla clinica, peccando non solo di superbia ma soprattutto di totale assenza di pietà nei confronti di un padre che faceva una scelta tanto difficile e sofferta.
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Eppure proprio i cristiani dovrebbero sapere che il primo comandamento è quello dell’amore per il prossimo e non c’è amore senza compassione e senza pietà.
Gente ignorante e ignara di cosa stesse passando quella ed altre famiglie si permise di prender posizione.
Eppure provate a fare una ricerca di immagini su google digitando “piaghe da decubito”, metto il link e non le immagini perché le trovo sono troppo forti!
https://www.google.it/search?hl=it&suge … 80&bih=709

Eluana non ne aveva ma molti altri sì..
Come si può non avere il pudore di tacere davanti alle sofferenze altrui?
Come non capire che vita e morte sono un fatto talmente privato che ogni parola esterna potrebbe essere fuori luogo?

Ho pensato a cosa avrei voluto per me stessa, sia quando si è trattato dei casi Englaro e Welby, sia ora che la Chiesa Valdese ripropone quest’argomento.

L’immagine che apre quest’articolo che ho preso dal quotidiano Le Monde, spiega molto bene quello che è il mio pensiero al riguardo.
Sono credente e ho assoluto rispetto della vita.
Sono grata delle mia vita, tanto da sentirmi fortunata per la mia vita ogni giorno
Per fede penso che Dio conosca i miei limiti e sappia ciò che posso o non posso dare, ciò che posso sopportare e ciò che sarebbe insopportabile per me.. (mia nonna diceva “ad ognuno la sua croce” ;-))
Ora che sono in salute, penso che che saprei sopportare la malattia, ma sono certa che sarebbe insopportabile per me l’accanimento alla vita.
Per me l’accanimento terapeutico non è nient’altro che questo: accanimento alla vita ad ogni costo.
Ma mi chiedo perché un credente dovrebbe accanirsi in questo modo???
Chi crede sa che la morte non è la fine, ma solo l’inizio (o almeno dovrebbe saperlo)
Ho sempre immaginato la vita come un viaggio, fatto di molte strade diverse, a volte in salita altre in pianura, altre volte ancora con bivi, incroci ecc…
Ma nessuno ha mai detto che questo viaggio debba essere lungo per forza..
Una vita lunga non è migliore di una vita breve.
Chiara Luce ne è un esempio luminoso.
Forse anche questo tipo di accanimento è il frutto della nostra società, che raramente riesce a concepire quello che c’è oltre questo mondo, oltre il materialismo; per cui si cerca di non morire perché molti credono che tutto finisca con il qui ed ora.
S. Francesco la chiamava sorella morte, per cui quand’è successo che la morte è diventata una nemica da combattere??
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Non mi fraintendete, non bisogna cercare la morte, ma non trovo neanche giusto fuggirla.
Quando toccherà a me, vorrei poter decidere in autonomia.
Non vorrei lasciare la scelta ai miei cari o peggio ancora ad un estraneo che di me non sa nulla.
Non vorrei lasciare ad altri l’incombenza di una scelta difficile che può portare rimorsi e più dolore.
Non vorrei che estranei s’impicciassero e attaccassero quelli che amo..
Vorrei poter dire che non voglio vivere ad ogni costo, che quando sarà il momento e se saranno solo le macchine a tenermi in vita, a nutrirmi, a svolgere le mie funzioni corporali vorrei potermene andare dolcemente senza il rumore delle macchine e perché no con della morfina per soffrire meno, ma anche solo senza rumore..
Per questo penso che aderirò all’iniziativa della chiesa Valdese.
Proprio perché amo profondamente la vita, la morte non mi fa paura. ;-)

Caos

P.s.
Vi perdono in anticipo se, visto l’argomento, vi siete toccati e avete fatto gli scongiuri.
Per sdrammatizzare un po’
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2 risposte a Contro l’accanimento alla vita

  1. Aldo ha detto:

    Non sono un cattolico fervente anzi spesso condivido le posizioni UAAR http://www.uaar.it/ateismo/
    ma la tua analisi è perfetta … Siamo circondati da orgogliosi saccenti che hanno perso il senso dell’uomo. E bastato che si parlasse male di un’opera teatrale per vedere persone ginuflesse che recitavano rosari riparatori … (senza vedere ne sentire) . In una commedia napoletana DE FILIPPO dice ” a te a capa serve per spartì e recchie” ( a te la testa serve per tenere separate le orecchie)… per l’ortossia è così … e il pensiero … il libero arbitrio… la cosienza… bHo!

    • Claudia Caos ha detto:

      Ciao Aldo
      anch’io avevo letto delle critiche all’opera teatrale e la cosa più assurda è che arrivavano da chi l’opera non l’aveva vista ed erano frutto di pregiudizio..
      Forse tanto accanimento da parte di queste persone è un modo come un altro per esorcizzare la paura della morte..
      Mi piaceva pubblicizzare l’iniziativa della Chiesa Evangelica perché credo che sia meritevole e condivisa da molte persone (laiche, ma anche religiose) 😉

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