Smiena: il ritorno

Ok, va bene.. questi titoli fanno un po’ cagare….ehmmm diciamo che mi è mancata l’ispirazione nello sceglierli 😉

Come sempre, rientrare da un viaggio fa un effetto strano..

Almeno, per me è così…

Quando si è via, i tempi sono scanditi sempre in modo diverso, sia per il cambio di orario, di clima, o perché si è in vacanza.

Il rientro da Smiena è ancora più strano: non è facile tornare alla vita cittadina dopo esser stati una settimana sperduti nei boschi, circondati solo da zanzare “carnivore” (o almeno così mi son sembrate e ho segni inconfutabili per dimostrarlo :-D) e 130 ragazzini dai 6 ai 17 anni..

Prima di partire avevo molti timori: per il cibo, per il bagno, per le zanzare, per la lingua e un po’ anche per l’incognita di come sarebbe stato essere lì..

Invece, devo dire che il cibo era pochino ma commestibile (be’ quasi sempre “commestibile”.. e ovviamente usando cucchiai diversi da quelli incrostati di materiale indicibile che c’erano lì): patate lesse ovunque:

  • nel brodino (che sospetto fosse di pollo perché ho trovato un osso di pollo una volta e non voglio sapere perché c’era solo l’osso e non un po’ di carne),
  • con il micro-spezzatino,
  • come contorno accanto a una specie di polpetta schiacciata fatta di materiale non meglio identificato (commestibile, ma non capivo se fosse carne, pesce o cosa, di certo c’era la mollica del pane)

Se ci fosse stato, avrebbero dato patate lesse anche per dessert ahahha 😀

Credo che non mangerò patate lesse per almeno un anno (tanto son buonissime anche fritte, al forno ecc.. anche se per un po’ non ho molta voglia di sentirne il sapore)!!

Avevo portato scorte di viveri per un esercito, forse pensando che lì ci poteva essere una guerra atomica (abbiamo usato un po’ tutto anche per sfamare di nascosto qualche ragazzino pelle ed ossa)

Il bagno era decisamente migliore dello scorso anno, anche se condiviso con del personale del Grest: l’unico neo è che saremmo  state 14 persone per 1 bagno e quindi era perennemente occupato!!! Ahahahahaha

Perfino stamattina alle 4 del mattino s’è alzato qualcuno del personale del Grest per andare in bagno, mentre noi ci preparavamo per partire 😀

Anche la lingua è stata un problema superabile, visto che con noi c’erano Rick e Gian (non i 2 comici :-P) che conoscevano il russo.

Chissà perché credevo che quest’esperienza sarebbe stata bella anche per noi come gruppo: per l’esperienza intensa che avremmo condiviso.

Invece a un certo punto mi sembrava di essere al grande fratello: un po’ per via del fatto che eravamo in tanti, un po’ per le discussioni stupide che sono nate 😀

Chissà forse è stata la fame, le condizioni precarie, l’umido che ci ha dato alla testa, ma ad un certo punto mi chiedevo dove fossero le telecamere e soprattutto dov’era il confessionale e chi sarebbe stato eliminato dal televoto del pubblico!! Ahahah

Vabbé credo che di quest’esperienza mi resteranno dentro moltissime cose, prima di tutto i bambini ai quali dedicherò una pagina a parte perché sono la cosa più bella di quest’avventura, poi tantissime riflessioni personali..

Sul modo di vivere: è strano tornare ai rumori della città, agli sprechi del mondo occidentale; quando in mezzo ai boschi bastava poco per esser contenti

Ora che sono a casa mi sembra di aver “troppe” cose intorno a me (nel troppo ovviamente non è compreso il bagno, perché anzi è bellissimo avere un bagno personale sempre libero!!! Olèèèèè)

Anche in strada, è strano vedere tutta questa gente ed è strano non avere bambini intorno.

Da quest’esperienza ho imparato quanto sia difficile comunicare.

Viviamo nell’era della comunicazione: tv, telefono, internet, smartphone eppure, forse perché troppo presi dalle parole che vogliamo dire, abbiamo dimenticato come si fa ad ascoltare..

Non intendo ascoltare come “sentire con le orecchie”, ma ascoltare nel senso di comprendere di sforzarsi a capire ciò che l’altro dice..

Così come spesso accade che parliamo, ma senza spiegarci.. come se fossero gli altri a dover solo accettare ciò che diciamo a prescindere se ne abbiano afferrato il senso: così nascono linguaggi paralleli dall’informatichese al finanziariese, o banalmente invece di spiegarci con gli altri li aggrediamo perché siamo sulla difensiva o peggio gli parliamo sopra perché infondo pensiamo di aver ragione e non c’interessa ascoltare quel brusio di fondo..

Ecco, forse il grande fratello, i malintesi e i malumori sono stati colpa dell’incapacità di comunicare che abbiamo avuto tutti, me compresa.

Così come, non conoscendo la lingua, credevamo che la direttrice del lager di Smiena fosse una specie di strega cattiva che non ci voleva lì, invece è bastato organizzare un pasta-party per capirsi.

La direttrice ci ha ringraziati per ciò che facciamo per i bambini, perché dice che ne hanno bisogno.

Ci ha chiesto scusa per la sistemazione, perché sebbene fosse migliore rispetto a quella dello scorso anno, sono ancora in corso i lavori e ci ha detto che lei ci tiene affinché possa migliorare ogni anno.

Ci ha perfino chiesto se avevamo notato com’erano bravi i bambini 😉

E anche le maestre di Smiena, ci hanno accompagnato a visitare il parco e i paesaggi circostanti (la Chiesa, la fonte di acqua benedetta, la croce che cresce quando fa i miracoli ecc…)

Insomma a volte il difetto di comunicazione dipende dal fatto che si hanno posizioni distanti e se nessuno fa il primo passo è difficile rompere il ghiaccio.

A volte, come in questo caso, facendo il primo passo anche l’altro si avvicina e si può scoprire che non si è poi così diversi.

Forse dovremmo imparare tutti dai bambini di Smiena: io non parlavo russo, loro non parlavano italiano, ma la voglia di spiegarci era talmente tanta che per farmi capire si spiegavano a gesti 😉

Forse semplicemente per comprendere gli altri bisogna volerlo e a volte neanche basta, perché bisogna superare l’orgoglio di voler avere ragione per raggiungere un punto d’incontro a metà strada…

Insomma, ho imparato che ho ancora molte cose da migliorare di me stessa o forse tutti dovremmo ritrovare il nostro bambino interiore.. che non sa cosa sia l’orgoglio o la testardaggine

Forse… forse …..

ma sììììì….. 😉

Caos

P.s.

tra le cose che ho scoperto è che emetto gridolini strani mentre dormo 🙂  non c’è che dire sapevo di parlare, di muovermi, mi ci mancavano solo i gridolini ahahahah

P.p.s.

Da ricordare: il balletto sadomaso mio e della Vale, la pasta che non cuoceva mai e il “sugo” in salamoia,  le imitazioni di Giupina (da pisciarsi addosso dalle risate.. sì lo so non è fine ma è vero :-D), i dubbi amletici di Poldy sugli abbinamenti dell’intimo (chic perfino nella giungla 😉 ), dulcis in fundo il figaccione che parlava italiano incontrato al negozietto l’ultimo giorno (ci voleva una botta di vita ahahahha)

P.p.p.s.

Ma quanto ho scritto?? Vabbé спасибо (spassiba ovvero grazie) per l’attenzione 😛

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2 risposte a Smiena: il ritorno

  1. fakehealer ha detto:

    il modulo per la sottoiscrizione! dove sta?
    ciao!

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