The Great Reset

E’ questo il titolo del libro di Richard L. Florida, che ha come sottotitolo “how new ways of living and working drive post-crash prosperity” ovvero “come nuovi modi di vivere e lavorare ci guideranno dopo la crisi”

Abbiate pazienza per la mia traduzione maccheronica, ciò che mi ha colpito di questo libro è il titolo impegnativo “Il grande reset” dove Reset sta per Riavvio, ma forse ha un senso ancora più profondo e si potrebbe riassumere in un vero e proprio azzeramento per poi ricominciare da capo.

Dovremo dunque tornare indietro, per poter andare avanti??

Ma forse vuol dire che dovremo inventarci un modo nuovo di vivere..

Dare alla parola “ricchezza” un nuovo significato.

Sono cresciuta nella società dei consumi, nel mondo dell’usa e getta.

Eppure qualcosa sta cambiando: comprare e gettare non è “sostenibile”, il nostro pianeta non ce la fa più e ora anche l’economia delle famiglie sembra al collasso.

Torneremo a risparmiare rammendando il cappotto invece di comprarne uno nuovo, passando i vestiti di figlio in figlio, utilizzando i piatti di porcellana invece di quelli di plastica, usando l’autobus o andando a piedi quando possibile..

Tutte piccole strategie per risparmiare, ma forse il reset è anche un nuovo modo di pensare.

La ricchezza non si misura solo in denaro, almeno per me conta moltissimo anche la gratificazione che un certo lavoro può dare o la qualità e la possibilità di gestire diversamente il proprio tempo.

Misurare la “ricchezza” di un lavoro anche in termini di qualità della vita: accontentandosi di guadagnare meno pur di avere maggiore gratificazione o avere più tempo da passare coi propri cari o facendo cose che ci arricchiscono umanamente..

E forse anche in Italia scopriremo che la flessibilità degli orari di lavoro non è una parolaccia, che il part time non è solo per i lavativi, ma un modo per impiegare 2 persone al prezzo di una, che la qualità del lavoro vale più della quantità o delle ore lavorate..(se una cosa si può fare in meno tempo, perché obbligare alle 40-48 ore settimanali?)

C’è la crisi, ok ora sono tutti concordi..

Ma come superarla?

Io metterei in cantina le vecchie ricette che scontentano tutti e proverei sperimentando nuove strade

Proverei puntando a insegnare alle persone una nuova coscienza sociale, meno consumista e favorendo un lavoro umanizzato anche con retribuzioni inferiori, ma con una migliore qualità della vita.

Gli esseri umani non sono automi e nonostante generazioni di uomini abbiano cercato di ricondurre il lavoro a schemi e regole, la strategia vincente è sempre quella di valorizzare le persone innanzitutto.

E allora che sia un Grande Reset davvero!

Io mi sto preparando, tanto far peggio di chi ci ha preceduto è molto difficile 😉

Caos

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Una risposta a The Great Reset

  1. fakehealer ha detto:

    ciao,
    gli esseri umani sono stupidi! partendo da questo dogma ed aggiungendo che la termodinamica ci insegna che tutto tende ad uno stato di entropia in continuo aumento, direi che le speranze che la situazioni migliori attraverso i nostri sforzi sono nulle. in compenso troveremo nuovi modi di lamentarci dei politici, dei datori di lavoro, del cane del vicino.
    oggi, fra le 10 e le 16 dispenso ottimismo in piazza.

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